Scritto da  2013-07-03

Tanzania

 tanzania tumb

L’associazione Tumaini Onlus opera in Tanzania. La Tanzania è uno stato dell’Africa Orientale, prevalentemente montuoso e collinare. È paragonabile per dimensioni alla Nigeria ed è circa tre volte l’Italia. A nord si estende la regione dei grandi laghi con il lago Vittoria, ad est il grande vulcano Kilimanjaro la separa dal Kenia.

I nome “Tanzania” è un portmanteau creato dalla fusione di “Tanganica” (nome dell’amministrazione fiduciaria britannica che corrisponde alla Tanzania continentale) e “Zanzibar”; fu adottato quando i due soggetti si unirono nel 1 964.

Nel 2006 la popolazione stimata era di circa 38.329.000 abitanti, con un tasso di crescita annuo intorno al 2 per cento. La distribuzione della popolazione è molto eterogenea, con densità variabili da 1 persona per chilometro quadrato nelle regioni aride, a 51 per chilometro quadrato sugli altopiani umidi. Quasi l’80% per cento della popolazione è rurale.

La Tanzania centrale si conforma come un vasto altopiano, con pianure e aree seminative. L’Associazione Tumaini Onlus opera nella sulla regione di Iringa, sugli altopiani al centro della Tanzania.

La popolazione è costituita da più di 120 differenti etnie, di cui i Sukuma, i Nyamwezi, gli Hehe-Bena, i Gogo, gli Haya, i Makonde, i Chagga e i Nyakyusa composti da almeno 1 milione di persone. Altri gruppi minoritari comprendono Pare, Shambaa e Ngoni. La maggior parte dei Tanzaniani, tra cui ad esempio i grandi gruppi etnici dei Sukuma e dei Nyamwezi, sono popoli bantu. Tra i popoli nilotici si includono i nomadi Maasai.

Nella regione di Iringa predominano gli Hehe. Iringa infatti deriva il proprio nome dalla parola lilinga, che in lingua hehe significa “forte”.

Lo swahili o kiswahili è una lingua bantu, della famiglia delle lingue niger-kordofaniane, diffusa in gran parte dell’Africa orientale, centrale e meridionale. È lingua nazionale di Tanzania, Kenya e Uganda, lo parlano come prima lingua circa 5-10 milioni di persone, e come seconda lingua circa 80 milioni. Inoltre, essendo lo swahili una lingua storicamente legata al commercio marittimo, ci sono comunità di lingua swahili in molte città portuali anche al di fuori dell’Africa. Data la sua grande diffusione, e la parentela con le altre lingue bantu, lo swahili svolge la funzione di lingua franca in gran parte dell’Africa subsahariana.

Popolazione tumb

A livello religioso, secondo i dati CIA, i Cristiani (Cattolici e Protestanti quasi a pari livelli) costituiscono ormai il 35% della popolazione, seguiti dai Musulmani (35%) e dai seguaci delle religioni tradizionali (ridotti al 30%) A Zanzibar prevalgono invece nettamente i Musulmani (99%), seguiti dai Cristiani (1%).

Tuttavia un recente studio dello statunitense United States Bureau of Democracy, Human Rights, and Labor per il 2009 suggerisce che ormai il 62% della popolazione sia cristiana, con un 35% di Musulmani e 3% di altre religioni.

La Tanzania è uno dei Paesi più poveri del mondo. Il reddito annuo pro capite è di circa 220 $. lI 60% della popolazione è privo dell’elettricità e il 40% dell’acqua potabile. Il 60% della popolazione sopravvive con meno di 2 $ al giorno.

L’economia dipende in gran parte dall’agricoltura, che pesa per circa 60% del PIL, costituisce l’85% delle esportazioni e impiega l’80% della forza lavoro. Le condizioni geografiche e climatiche limitano i campi coltivati al 4% del territorio, Il bilancio dello stato è gravato da un onerosissimo debito pubblico, che limita la possibilità di attuare riforme strutturali.

Economia

L’Associazione Tumaini Onlus opera sugli altipiani della regione di Iringa, nel centro dell’Africa, poco sotto l’equatore, sul versante dell’Oceano Indiano. La città è situata su un vasto altopiano (a circa 1.600 metri di altitudine) dove è molto diffusa l’agricoltura, soprattutto la coltivazione del mais. Purtroppo, lo sfruttamento del terreno e le scarse piogge favoriscono il fenomeno della progressiva desertificazione.

A queste già difficili condizioni si aggiunge il flagello dell’AIDS: moltissime famiglie ne sono colpite e aumenta in modo impressionante il numero di bambini che ne vengono contagiati.

frati tumb

A circa due ore e mezza da Iringa l’Associazione Tumaini Onlus ha trovato il proprio terreno d’azione. Nel distretto di Kilolo salendo ancora lungo l’altopiamo, costeggiando campi a distesa d’occhio, troviamo Pomerini e gli altri villaggi che si raggiungono inerpicandosi lungo strade mai asfaltate. Dal pomerini è nata la volontà di Tumaini di fare qualcosa di concreto per i bambini e gli abitanti di queste terre lontanissime da ogni cose. Qua manca tutto, ma non manca mai la speranza.

L’incontro con i frati francescani rinnovati, presso la missione di Pomerini, ha dato a Tumaini la forza e l’energia per esternare un sentimento comune: abbandonare la sterilità del nostro piccolo orto per innaffiare di speranza i villaggi d’Africa.

Il nostro progetto è ambizioso e si propone l’adozione di Ukwuega, un villaggio nascosto da una folta vegetazione nel cuore della Tanzania, nella regione di Iringa, cui manca tutto eccetto il sorriso e il villaggio di Lukani, isolato dal mondo degli uomini.

L’acqua è un bene primario, indispensabile e innegabile. Eppure ad Ukwega non esistono fonti di acqua potabile. Questo costringe la gente del villaggio a caricarsi per chilometri pesanti secchi sulle spalle alla ricerca di qualche risorgenza a cui attingere acqua non potabile fonte di infezioni.

Quest’anno ad Ukguega, con i fondi raccolti grazie a tutti voi, abbiamo costruito un pozzo. Ora l’acqua è accessibile a tutti.

 Acqua tumb

I bimbi di Ukwega non hanno il grembiulino né la merenda. Ma neppure colori, quaderni, banchetti, lavagne. Adire il vero i bimbi di Ukwega non hanno che terra rossa su cui fare di conto, uniche penne le loro dita. Perché a loro manca tutto, anche una casa che faccia da asilo.

Ad Ukguega, abbiamo individuato una struttura che diventerà una scuola per tutti i bambini del villaggio. Mattone dopo mattone si costruisce la speranza.

Asilo 1Asilo 2

Gli ospedali in Tanzania si pagano. Per questo motivo gli ammalati spesso muoiono vittime della povertà e della noncuranza. Dotare il villaggio di un dispensano permetterà di curare gratuitamente un’ampia fascia di malati e sostenere quanti hanno bisogno di cure ospedaliere con interventi tempestivi e attraverso la formazione specifica di persone del luogo. Per tutto questo c’è bisogno anche del tuo aiuto.

Letto 3209 volte Ultima modifica il Sabato, 23 Marzo 2019 19:08

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